Allenamento a Piramide
IL METODO PIRAMIDALE PER LA FORZA MUSCOLARE Articolo
pubblicato su "Cultura fisica" - Anno XLV N. 363 - Luglio/Agosto 2002) Testo
e disegni di Stelvio Beraldo
Limiti del metodo piramidale
classico
Ideato per venire incontro ai tecnici meno
esperti, si caratterizza per l'organizzazione delle serie di ciascun esercizio
con progressione costante, prima con carico crescente (andata), poi decrescente
(ritorno). La differenza di carico tra una serie e l'altra è di circa il 5%.
La metodologia normalmente proposta risulta di gran lunga meno efficace di
altri metodi altrettanto semplici e tradizionali. Infatti propone in ogni
serie un numero di ripetizioni prestabilito, quindi insufficiente a raggiungere
la soglia di affaticamento (esaurimento), condizione indispensabile per
sollecitare adeguatamente il sistema neuromuscolare (Figura e
Tabella).
Questa carenza si amplifica nelle serie con i carichi posti
alla base della piramide mentre si attenua, senza risolversi, nelle serie più
vicine al vertice. Se questo limita fortemente il miglioramento della forza in
genere, risulta praticamente inefficace per l'incremento dei diametri trasversi
(vedi più avanti).
In sintesi il piramidale strutturato seguendo le indicazioni classiche
determina:
- una stimolazione poco efficace sia della forza che
dell'ipertrofia (nelle serie non viene quasi mai raggiunta la soglia ottimale di
affaticamento); - una notevole dispersione di tempo e di energia (esecuzione
di moltissime serie, la maggior parte delle quali inutili).
Progressione delle serie e delle ripetizioni
nel piramidale classico |
Modelli di piramide normalmente
utilizzati |
 |
 |
Come rendere efficace il metodo
piramidale
Esponiamo di seguito la metodologia che
riteniamo più razionale per rendere questo metodo veramente efficace per
l'incremento della FORZA GENERALE (piramide larga) e della FORZA MASSIMA
(piramide stretta).
Uno dei principi fondamentali che va sempre tenuto in considerazione è il
rapporto che esiste tra carico e numero di ripetizioni che si riesce ad eseguire
in ciascuna serie (Tabella). Tanto più ci si allontana dal concetto di
"esaurimento", ovvero dall'ultima ripetizione che si riesce ad eseguire in
ciascuna serie in maniera tecnicamente corretta, tanto meno diventa positivo lo
stimolo.
Percentuale di carico e numero di ripetizioni possibile in ogni serie (*)

(*) Il numero di ripetizioni possibile è riferito ai soli metodi per la forza
muscolare dove l'esecuzione di ogni serie raggiunge la soglia di affaticamento
fermandosi prima che il movimento diventi non corretto.
La tabella si
riferisce ad un atleta allenato, in possesso di un'efficace tecnica esecutiva e
in condizioni di recupero energetico e nervoso completo. Nel Bodybuilding
professionistico il numero di ripetizioni possibile viene applicato in modo
estremo, utilizzando tecniche che tendono a portare ogni serie a totale
"esaurimento" energetico e nervoso. Inoltre il Bodybuilder è anche uno
specialista dei carichi medio-alti.
Pertanto possono verificarsi due situazioni:
- nella prima serie, quindi in condizioni di massima freschezza, riesce ad
andare oltre il numero di ripetizioni previsto dalla tabella;
- a causa del notevole stress procurato dalla modalità esecutiva di ogni
serie, anche dopo qualche minuto di recupero, nelle serie successive può restare
molto al disotto del numero di ripetizioni previsto.
PIRAMIDE LARGA
Detta anche Piramide "tronca" o "spezzata", è indirizzata a tutti coloro che,
indipendente dall'età e dal sesso, desiderano ottenere un miglioramento della
forza e dell'efficienza muscolare in generale. Può essere utilizzato con
successo, per qualche settimana, anche dagli atleti evoluti che riprendono gli
allenamenti dopo lunga interruzione.
Presenta le seguenti caratteristiche:
Utilizzo di carichi bassi e medi tra il 65-80% del massimale, ovvero che
permettano l'esecuzione di ogni serie con un numero compreso tra le 12-6
ripetizioni a "esaurimento" o "affaticamento", intendendo con questi due termini
l'esecuzione fino all'ultima ripetizione possibile, eseguita però
correttamente;
Prevede una prima fase, della durata di almeno 2-3 settimane ove è opportuno
utilizzare percentuali di carico più basse comprese tra il 60-70% del massimale,
ovvero tra le 16-10 ripetizioni per serie.
Questo metodo, per i principianti, è già sufficiente a stimolare la forza
muscolare. Inoltre permette l'apprendimento corretto degli esercizi e
l'adattamento biologico delle strutture passive dell'apparato locomotore
(tendini muscolari e strutture articolari).
Avendo come obiettivo la costruzione muscolare generale, solitamente vanno
scelti gli esercizi che coinvolgono più masse muscolari contemporaneamente (es.:
piegamenti gambe, distensioni braccia, ecc.).
PARAMETRI DI
LAVORO
| Percentuale del
carico rispetto al massimale |
Numero di serie per
ogni gruppo muscolare |
Numero di ripetizioni
in ogni serie |
Ritmo di
esecuzione |
Tempo di recupero tra
le serie |
Numero di allenamenti
settimanali |
Caratter. degli
esercizi |
| 65-80% |
5-6 |
a esaurimento |
fluente e controllato |
completo (almeno 2,5-3
minuti) |
almeno 2-3 |
non localizzati ma con impegno
simultaneo di più gruppi muscolari |
Esempi di Piramidi larghe organizzate con differenti modalità di
impegno neuromuscolare
Nel primo esempio il lavoro muscolare viene
distribuito uniformemente su tutte le fasce di carico con impegno a
"esaurimento" che inizia con l'80% del massimale. Le percentuali inferiori,
specialmente nella fase di salita, uniscono al sufficiente stimolo
neuromuscolare la possibilità di apprendere e controllare il
movimento.
Nel secondo esempio il lavoro muscolare viene concentrato
maggiormente sulla fascia di carico dell'80% del massimale. Risulta utile
nella fase di passaggio verso carichi qualitativamente più
impegnativi.
PIRAMIDE STRETTA
Il Metodo Piramidale a base "stretta" è indirizzato agli atleti di medio e
alto livello che necessitano di ottenere un rapido e notevole miglioramento
della forza massima.
Presenta le seguenti caratteristiche:
Va adottato solo dopo un adeguato allenamento della forza generale, quando si
è acquisita una notevole padronanza nell'esecuzione degli esercizi e si è
realizzato un adattamento biologico delle strutture passive dell'apparato
locomotore (tendini muscolari e strutture articolari);
I carichi più stimolanti, da elevati a submassimali, sono collocati
nella fascia tra l'85-95% del massimale. Va ricordato che il massimale (100%)
non dovrebbe essere mai utilizzato per allenare la forza massima in quanto
prestazione "record" ripetibile solo in particolari condizioni di forma fisica e
psichica. Oltretutto potrebbe creare le condizioni per possibili traumi
all'apparato locomotore.
Raggiunto un livello elevato, per superare eventuali stasi (barriere) di
incremento di forza, possono essere inserite ulteriori strategie ad elevato
impegno neuromuscolare (metodo dei carichi massimali, metodo dei carichi
dinamici, metodo a contrasto, ecc.).
PARAMETRI DI
LAVORO
| Percentuale del
carico rispetto al massimale |
Numero di serie per
ogni gruppo muscolare |
Numero di ripetizioni
in ogni serie |
Ritmo di
esecuzione |
Tempo di recupero
tra le serie |
Numero di allenamenti
settimanali |
| 85-95% (evitare il 100%) |
6-8
(almeno 5) |
a esaurimento |
fluente e controllato |
completo (almeno 2,5
minuti) |
almeno
2-3 |
Esempi di Piramidi strette organizzate con differenti modalità di
impegno neuromuscolare
 Nel primo esempio il lavoro
muscolare viene concentrato maggiormente sulla fascia di carico tra l'85-90% del
massimale. Risulta utile come allenamento di scarico "attivo" dopo uno o più
allenamenti con percentuali superiori. Nel secondo esempio il lavoro
muscolare viene concentrato maggiormente sulla fascia di carico tra il 90-95%
del massimale. Quindi lavoro altamente qualitativo per la forza
massima.
IL METODO PIRAMIDALE PER L'IPERTROFIA MUSCOLARE testo di Francesco
Currò
Il metodo "piramidale" per la semplicità di applicazione, per l'apparente
scientificità con cui a volte è stato proposto e – soprattutto - perché è stato
spesso usato dai "campioni", è diventato uno dei sistemi maggiormente usati nel
body-building. Accettare acriticamente un metodo, per il semplice motivo che lo
usano gli altri, non mi sembra però un buon modo di affrontare la situazione.
Una domanda che ogni "mente pensante" dovrebbe porsi è la seguente: ma la
diffusione di un metodo di allenamento è proporzionale alla sua efficacia?
Vedremo… Limiti del metodo piramidale classico
Passando al "tecnico", la metodologia classica del piramidale consiste -
durante il susseguirsi delle serie di un esercizio - nell'aumento del carico e
nella contemporanea diminuzione delle ripetizioni.
Una volta che si è giunti ad un certo limite massimo di carico (e minimo di
ripetizioni) si passa alla fase discendente, che consiste nella diminuzione dei
carichi e nell'aumento delle ripetizioni.
Occorre sottolineare che a differenza di quanto accade in molti altri sport,
nel body-building non viene effettuato un piramidale completo (in pratica non si
effettua una fase discendente completa), in quanto ci si limita ad eseguire una
ultima serie (di "pompaggio") contraddistinta da uno scarico dei pesi.
Riassumendo quanto appena detto, ecco uno schema che potrebbe
scaturire: 
| Numero di
serie |
Numero di
ripetizioni |
Entità del
carico |
|
1a
2a
3a
4a
5a
6a |
12
10
8
6
4
12 |
medio
+ carico
+ carico
+ carico
+ carico
leggero |
Oppure, aggiungendo una serie in più all'inizio:
| Numero di
serie |
Numero di
ripetizioni |
Entità del
carico |
|
1a
2a
3a
4a
5a
6a
7a |
15
12
10
8
6
4
12 |
medio
+ carico
+ carico
+ carico
+ carico
+ carico
leggero |
A mio avviso, uno dei motivi della diffusione del piramidale è anche
quello di un "minor lavoro" da parte dell'istruttore che, prescrivendo tale
metodo, non deve curarsi più di tanto dell'allievo, in quanto tale metodologia è
già di per sé strutturata sia per fungere da riscaldamento specifico che per
lavorare con vari intervalli di ripetizioni.
Apparentemente, nulla da obiettare, … ma approfondiamo un pò il discorso:
- Lo scopo del piramidale è ,ovviamente, quello di ottenere l'ipertrofia.
- Una fibra muscolare per essere ipertrofizzata deve essere adeguatamente
stimolata.
- La stimolazione è conseguenza dell'utilizzo della fibra stessa durante il
training.
Nel piramidale, il raggiungimento dell'esaurimento concentrico nelle prime
serie da 10-15 ripetizioni, induce un accumulo di acido lattico - a causa del
lavoro eccessivamente prolungato - che ha come conseguenza la deconnettivazione
delle FTF (le fibre maggiormente ipertrofizzabili).
In altri termini, dopo le prime serie con ripetizioni medio-alte, a causa
dell'acido lattico, le fibre maggiormente ipertrofizzabili non possono più
contrarsi durante le serie successive, caratterizzate da ripetizioni più basse e
carichi maggiori.
Da cui segue che se una fibra non può contrarsi, ovviamente non può ricevere
stimolazione e conseguentemente non può ipertrofizzarsi. Sottolineo che tale
situazione è tanto più marcata, quanto più la piramide risulta "larga".
Siete ancora dell'idea che la diffusione di un metodo di allenamento è
proporzionale alla sua efficacia?
Ok, avendo inquadrato i punti deboli di una metodologia (nel caso specifico,
il piramidale), possiamo fare due cose: accantonarla o prendere delle
contromisure per cercare di migliorarne la produttività.
Come rendere efficace il metodo piramidale
Uno dei modi di migliorare lo stimolo allenante del piramidale, è quello di
non portare le prime serie fino all'esaurimento muscolare; bisognerà usare
quindi un carico inferiore alle proprie capacità e quindi queste serie non
andranno considerate come serie allenanti, ma piuttosto come serie di
riscaldamento.
Per quanto riguarda le serie allenanti, inoltre sarebbe bene non concentrarsi
sulle "ripetizioni previste", ma piuttosto sulle percentuali di carico da
utilizzare con le serie portate sempre al limite.
Il carico delle serie allenanti, inoltre, andrebbe scelto secondo un
intervallo utile a quello che ci si è prefissati. Ad esempio, per cercare di
indurre l'ipertrofia muscolare, bisognerebbe concentrarsi su un 70-85% del
massimale.
Ecco una possibile applicazione di quanto detto:
| Numero di
serie |
Numero di
ripetizioni |
Entità del
carico |
|
1a
2a
3a
4a |
max
max
max
max |
75%
80%
85%
70% |
Va sottolineato che spesso, il recupero incompleto tra le serie e
all'accumulo dei metaboliti può suggerire un incremento del carico tra le serie,
addirittura inferiore a quello riportato nell'esempio precedente (che è circa
del 5%).
Ecco un esempio pratico di "piccoli incrementi", considerando un massimale di
100 Kg:
| Numero di
serie |
Numero di
ripetizioni |
Entità del
carico |
|
1a
2a
3a
4a
5a |
max
max
max
max
max |
76%
78%
80%
82%
70% |
In conclusione, se proprio desideriamo utilizzare il
metodo piramidale, penso che sia meglio lasciar perdere il metodo "tradizionale"
e ricorrere ad una versione "ibrida" caratterizzata da una differenziazione tra
le serie di riscaldamento e le serie allenanti.
In pratica:
a) Accantonare del tutto le medio-alte ripetizioni durante il warm-up e
riscaldarsi, invece, con alcune serie (non portate al limite) da 5-3
ripetizioni con carichi via via crescenti.
b) Una volta effettuato il riscaldamento specifico, passare al piramidale in
una delle versioni descritte negli esempi 3 e 4.
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