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Corsi base di ballo

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I nostri insegnanti propongono presso la palestra dei
corsi base di BALLI CARAIBICI LATINO AMERICANI

  • SALSA

  • BACHATA

  • CHA-CHA



 

 



La Salsa

Formulare una definizione della Salsa comporta non poche difficoltà, dal momento che essa non è riconducibile, né come forma musicale autonoma né come tecnica specifica di ballo, al progetto originale di un singolo musicista o coreografo (come avvenne invece, per esempio, per il Mambo, il Cha cha cha, il ritmo Pilòn, ecc.).
Il compito inoltre non è certo facilitato dal fatto che la Salsa è un movimento contemporaneo, in piena evoluzione, riguardo al quale non si sono ancora neppure sopite tutte le polemiche (vedi il dibattito: Salsa/Timba/Son/Casino) da parte degli addetti ai lavori, e dal fatto che sotto l'etichetta 'Salsa' (un po' come avviene per altri generi come: Pop, Rock, Jazz, ecc.) vengono comunemente classificate composizioni ed esecuzioni musicali estremamente differenziate (cosa vera anche per le tecniche salsere di ballo).
E' ormai opinione pressoché consolidata che la salsa sia nata come movimento musicale trans-nazionale a cui non ha corrisposto lo sviluppo di uno specifico stile di ballo. I contributi che si sono mescolati fino a originare una nuova forma musicale, la salsa appunto, sono di varia provenienza: da Cuba arriva il Son (con i ritmi ad esso imparentati come Son montuno, guaracha, Changúi, Guajira, ecc.), che a partire dagli anni '30 si era diffuso con grande successo in tutta l'area caraibica di influenza spagnola; ma anche il Mambo e il Cha-cha-cha, così popolari negli USA. e a New York in particolare, a partire dagli anni '50, sono originari di Cuba, anche rivisitati in chiave yankee dalle grandi orchestre dell'epoca (da Perez Prado in avanti).
Da Puertorico arrivano Bomba, Plena e Aguinando, anche se la loro influenza non è così diretta e forse è più corretto dire che in origine il contributo dei musicisti portoricani è stato più importante per la nascita della Salsa che non l'eredità della musica popolare portoricana. Da Santo Domingo arriva il Merengue tradizionale, dalla Colombia la Cumbia, ma non bisogna sottovalutare il contributo americano ("They jazzed up the Son and called it Salsa", N. Orguìa), già evidente nel Bogaloo degli anni '60, fatto essenzialmente di influenze jazzistiche (grandi orcheste della swing), del Boogie e del Rock'n'roll.
Per ritornare al tema della definizione di Salsa, sul piano strettamente musicale l'unico oggettivo ed incontrovertibile fattore comune ad ogni brano che venga di norma classificato come 'Salsa' è la frase ritmica disposta su due battute in 4/4 (o l'equivalente in 2/4) imperniata sul giro di clave cubana (di Son o di Rumba, dos/tres o tres/dos).
Questa è la condizione necessaria ma non sufficiente perché si possa parlare di Salsa: infatti la stessa scansione ritmica in 8 tempi è tipica del Son e dei ritmi ad esso strettamente collegati, il che evidenzia chiaramente l'origine per così dire genetica della Salsa.
Così le differenze fra Son e Salsa vanno ricercate in elementi meno oggettivamente classificabili e identificabili (orchestrazione, arrangiamenti, timbrica), tant'é vero che in casi limite i confini possono diventare sfumati e sfociare nel campo dell'opinabile.

La Bachata
La Bachata è una danza popolare originaria della Repubblica Dominicana da dove si è diffusa in varie comunità centroamericane quali Messico ed Ecuador, alcune aree statunitensi compresa New York ed anche in Europa.
Non si fanno strani giri, ma si balla strettamente abbracciati facendo tre passi in una direzione seguiti da un movimento laterale delle anche, poi si ripete nella direzione opposta.
Nella Bachata si avverte nettamente ogni battuta musicale. Bachata e Merengue fanno la parte del leone a Santo Domingo, veloce ed allegro il Merengue, più lenta e romantica la Bachata.

Il Cha-cha-cha
A principio degli anni 40, era nato un ritmo nuovo, uno stile discendente dal danzón e riadattato dall'orchestra di Arcaño y sus Maravillas. Tra i musicisti di questo nuovo ritmo, risaltano i fratelli Israël e Cachao Lopez, Antonio Sanchez, Félix Reina e un violonista originario di Candelaria (Pinar del Rio, Cuba), però da tempo trapiantato a La Habana Enrique Jorrín.
In differenti danzones di sua composizione, Jorrín integra una formula allora utilizzata in alcuni Montunos per i coristi, come in "Doña Olga", si canta all'unisono un un coro che ripete: "Chachachá, chachachá, è un ballo sin egual. Enrique Jorrìn come musicista ci spiega:
Composi alcuni danzones nel quale i musicisti dell'orchestra facevano piccoli cori. Piacque al pubblico e quindi continuai su quella via
Nel danzón "Costancia", intercalai alcuni montunos conosciuti e la partecipazione del pubblico nei cori mi portò a fare sempre di più danzones di quello stile.
Fu così che molti musicisti ne seguirono lo stile chiedendo al pubblico di cantare con loro. Cosi si ottenevano tre cose:Primo, si sentivano le parole con più chiarezza, Secondo, si dava più potenza alla parte lirica, Terzo, si mascherava la qualità delle voci dei musicisti che in realtà non erano cantanti. Nel cha cha cha i cantanti sono i musicisti stessi.
Jorrín aveva riscontrato anche le difficoltà che i ballerini avevano col danzón-mambo: in effetti, i passi non cadevano sul tempo, ma sulle sincopi, prese quindi questa formula per semplificare la forma ritmica e scrivere melodie integrando il meno possibile le parti sincopate.Da allora, i ballerini possono appoggiarsi sulla melodia che serve loro da riferimento. Mentre l'accompagnamento orchestrale può mantenere un suono sincopato.
Questo miscuglio tra la melodia sui tempi e l'accompagnamento sui contrattempi è una caratteristica del nuovo genere, il cha cha chá.
Lo stile deve molto ai ballerini, su i quali questo ritmo fu calibrato. Nei dancings de La Habana, i ballerini elaborano passi che ben si associavano col nuovo genere. Fu così creata la figua Escobillo, semplice ed accessibile a tutti: 1-2, 1-2-3, i movimenti su tutti i lati
La prima canzone incisa, La Engañadora fu registrata in America, dal gruppo al quale apparteneva Jorrín, a quel tempo, ancora catalogato sull'etichetta mambo-rumba.
È nel Silver Star, club di L'Avana, ben conosciuto in quello tempo dai ballerini che quel genere fu battezzato col nome di cha cha chá.
Il succeso fu imediato. A partire da 1953, Jorrín compose numerosi cha cha chá e la popolarità del nuovo stile guadagnava l'avanguardia in tutta l'isola e in seguito negli altri paesi. El Alardoso, El Túnel, Nada para ti, figurano tra i titoli storici.
Seguendo la scia del succeso numerosi musicisti contribuirono alla popolarità della nuova onda: Antonio Sanchez (Yo sabía) ; Félix Reina (Angoa) ; Rosendo Ruiz (Rico vacilón, Los Marcianos) ; Rosendo Rosell (Calculadora) ; Richard Egües (El Bodeguero) ; Rafael Lay (Cero codazos). La moda del cha cha chá era bene instaurata, qualificata come "Il ballo senza eguale" Era questo un ritmo seducente per le orchestre di tipo Charanga tra le quali si affermò un nuovo gruppo che veniva da Cienfuegos, Cuba: L'Orchestra Aragon.

La Rumba
Le notizie che abbiamo circa la presenza del termine "rumba" risalgono all'anno 1880.
Qui si incomincia a sentire il yambù ed il guaguancò nella città di Matanzas interpretato dai creoli della società Congo Musundi; tra essi Anselmo e Matias Calle, percussionisti, ballerini ed organizzatori del coro "La Lirita" del quartiere di Simpsom.
Nel 1894 il giovane Felipe Espinola, operaio del porto matancero e dignitario della società segreta abakuà, organizza il gruppo "Los Marinos" che suonava e cantava per le strade di San Vicente, la sua residenza, tra "La Grazia" e "San Francesco".
Nel 1896-1897 si ascolta nelle rumbe habanere il yambù, la Columbia ed il fantastico guaguancò, questo ultimo portato dai fratelli Apolonio e Carlos Víctor Lamadrid, operai portuali matanceros, che più tardi fissarono la loro residenza alla calle Bernal 22, quartiere di Colòn. Fu nel 1898 che, un corista di origine sconosciuta classificato come tenore e di nome Arturo Adami, registrò un fonogramma di "metallo" di 2 minuti per la casa produttrice Edison. Fu intitolato "I Rumberos".
Agli inizi del secolo XIX nascevano, nei principali quartieri marginali di Matanzas e La Habana, piccole masse corali conosciute come "coros de clave" che intonavano canzoni popolari provenienti dai propri casati, dove il primato di neri, mulatti e galiziani era il fattore più interessante e dove, concordi tra loro per una spontanea convivenza ed una solida e forte fratellanza di carattere religioso, si mescolarono gli accenti cattolici con quelli africani lucumi, congo, abakuà, ecc.
Questi cori costituirono un fenomeno di carattere collettivo, festivo e nettamente popolare.
La rumba coltiva 3 generi di canto e ballo, uno differente dell'altro: il yambù, la Columbia ed il guaguancò.

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